LA CERCA DEL TARTUFO

Per scovare un tartufo il cercatore deve avvalersi della collaborazione di un cane dal fiuto finissimo ed addestrato al riconoscimento dell’aroma di questo fungo. Per dedicarsi all’attività sportiva di cercatore di tartufo è necessario possedere un tesserino in regola con il pagamento di una tassa annuale. Esistono inoltre calendari di raccolta riferiti alle differenti specie di tartufi, variabili per ogni regione in cui si possono trovare.

Per la ricerca dei tartufi non basta però solo avere un cane ben addestrato. Il tartufaio deve avere tecnica, grande esperienza, costanza, passione e buone gambe. Si comincia all’alba di una giornata di sole oppure in una notte nebbiosa di novembre alla luce di una lampada elettrica a pila, alla ricerca dei preziosi tartufi su sentieri tortuosi e incerti, in mezzo alla boscaglia e all’umidità.

Nel bosco quando il cane fiuta il tartufo lo indica al cercatore il quale con un particolare zappino lo estrae con la massima delicatezza, per permettere la formazione di nuove radichette è di fondamentale importanza che il cercatore rimetta a posto il terreno rimosso, così da poter ben sperare nella formazione di un nuovo corpo fruttifero.

Un’attività estremamente piacevole che può regalare grandi soddisfazioni e questo indipendentemente dalla quantità di tartufo che si riesce a trovare. Il vero tartufaio apprezza il silenzio, lo stare al contatto con la natura con l’unica compagnia del suo fedele quattro zampe. Uomo e cane quando vanno in pastura, ovvero nella zona dove si trovano le tartufaie, diventano una cosa sola con l’ambiente, fino ad essere quasi una parte integrante e scomparire nel bel mezzo della flora selvatica.

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